• Fondazione 'Nicola Irti'

    Fondazione 'Nicola Irti' per le opere di carità e di cultura

Intese e convenzioni

Intesa per la cultura carceraria

    La Fondazione ha stipulato, il 21 dicembre 2017,  un Protocollo di intesa con il Consiglio superiore della magistratura e il Ministero della giustizia–Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria per promuovere “percorsi di cultura generale e di formazione civile in favore dei soggetti in esecuzione di pena con un programma annuale da realizzare in due o tre Istituti penitenziari di volta in volta individuati, mediante la partecipazione di esperti e personalità del mondo della cultura e del diritto”.

    L’intento è quello di coinvolgere i detenuti su questioni decisive anche “fuori” dal carcere: dai temi legati alla Costituzione, a quelli riguardanti l’ambiente, l’economia, l’informatizzazione, la robotica e l’educazione musicale, ponendo al centro il rispetto della persona in carcere, in coerenza con il principio della natura rieducativa della pena enunciato dall’articolo 27 della Costituzione. Il Protocollo prevede che i detenuti più meritevoli siano premiati con l’assegnazione di borse di studio. 

    Il Protocollo è stato presentato il 18 gennaio 2018 all’Accademia dei lincei da presidente della Corte costituzionale, Paolo Grossi, alla presenza del presidente della Fondazione, Natalino Irti, del vice presidente del CSM, Giovanni Legnini, e del capo del DAP, Santi Consolo.

    In attuazione del Protocollo sono stati organizzati, tra il 2018 e il 2019, alcuni incontri presso gli istituti penitenziari di Regina Coeli, Rebibbia e Sulmona; dopo un’interruzione legata all’emergenza sanitaria da coronavirus, nuove attività e ulteriori incontri sono in corso di definizione.

 

Convenzione con Sport e Salute spa per lo sport in carcere

La Fondazione ha stipulato, il 7 luglio 2022, una Convenzione con Sport e Salute spa  con la finalità di valorizzare lo sport come strumento rieducativo e di riabilitazione e di migliorare il benessere psicofisico dei detenuti, incrementando l’offerta sportiva e formativa negli istituti penitenziari, attraverso un programma specifico affidato a tecnici e allenatori qualificati, e rendendo gli istituti penitenziati autonomi nello svolgimento delle attività sportive mediante la realizzazione di percorsi di formazione e la dotazione di strutture sportive.

La Convenzione troverà una prima attuazione a partire dai prossimi mesi con l’individuazione e l’avvio di attività sportive presso le strutture penitenziarie del Lazio e dell’Abruzzo, a cominciare dagli istituti per i minori.

La prospettiva è quella di costruire una rete di relazioni tra pubblico e privato che, specie con riguardo ai minori, possa garantire continuità nell’offerta di formazione sportiva anche nei momenti successivi all’uscita dal circuito penitenziario, coinvolgendo le Federazioni sportive e le Associazioni del terzo settore che già operano in questo ambito.

La Convenzione è stata firmata dal presidente della Fondazione, Natalino Irti, e dal presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, Vito Cozzoli, nel corso del Convegno “Rieducare. Lo sport come strumento di dialogo” che ha visto anche gli interventi del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi, e del sottosegretario di Stato al Ministero della giustizia, Francesco Paolo Sisto, e la lectio magistralis del professor Gabrio Forti, ordinario di diritto penale e criminologia presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.  Andrea Marcon, presidente della Federazione italiana baseball e softball, e Daniela De Angelis, responsabile dell’Ufficio CSR della Federazione italiana Rugby, hanno raccontato le loro esperienze di attività fisico-sportiva in carcere.

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